Cittadella News | ottobre 2013

Restauro e valorizzazione.

Le mura di Cittadella
Di Patrizia Valle, architetto curatore del restauro
Cittadella è stata in questi anni un importante laboratorio di restauro, conservazione e ri-Animazione di un centro storico. Le mura erano nel 1994 ancora “quasi” intatte nella loro particolare forma quasi circolare, ma pianta ortogonale: il sistema originario era costituito da 32 cortine murarie, 12 torri, 16 torresini e dai torrioni, in corrispondenza delle porte. I lavori iniziati nel 1995, sono proseguiti quasi ininterrottamente fino al 2013 e terminati con il recupero del quadrante sud-est delle mura e con il completamento del restauro dell’intero perimetro di cinta. Il progetto, dopo una preliminare fase di studi e ricerche diagnostiche finalizzate al restauro, si è sviluppato attraverso un percorso critico, teso al mantenimento del profilo raggiunto del mantenimento e al rallentamento del degrado, cercando di eliminare le patologie diagnostiche. Il restauro si è sviluppato attraverso un consolidamento statico e un’ accurata revisione delle malte, intonaci e laterizi, utilizzando materiali e procedure costruttive compatibili e il più possibile simili a quelli utilizzati storicamente.
Diversi gli interventi proposti per le differenti situazioni che si sono venute a presentare, ma tutti legati a un’idea di Città simbolo del territorio. Le vecchie ferite, punti deboli dell’antica fortezza aperti dagli eventi storici, sono diventati i punti di forza della città contemporanea, che ritrova nuova vitalità ed energia attraverso la messa in funzione delle sue mura, nella composizione tra antico e moderno. La reintegrazione dell’immagine del monumento si sviluppa in queste assenze, attraverso il progetto. La reintegrazione del camminamento di ronda, per una lunghezza complessiva di 1460 metri, ha oggi un duplice significato: rendere fruibile un monumento fino a pochi anni fa irraggiungibile, relegato al ruolo di spartitraffico nel caos della città contemporanea, e riutilizzare il percorso come uno strumento indispensabile per la cura, manutenzione e monitoraggio dell’antico monumento.
Il riuso degli edifici pubblici e delle mura ha permesso di definire nel sistema urbano una musealità diffusa, che attraverso la ricostruzione del cammino di ronda, individua un percorso che relaziona molteplici spazzi  recuperati per scopi sociali ed espositivi, attraverso più punti di risalita. Il percorso e le scale rappresentano un tornare a vedere fuori, introdurre nel progetto il tempo dell’esperienza.

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