Il Mattino | primavera 2012

Restauro completato per ottobre

 

Tra 7 mesi sarà possibile fare il giro completo sugli spalti di Cittadella dopo 16 anni di cantieri
di Silvia Bergamin
CITTADELLA. Le mura saranno interamente percorribili a ottobre di quest’anno, anche grazie a un contributo di banca Mediolanum. Ad annunciarlo è il vicesindaco Giuseppe Pan: «Con i lavori di restauro del quadrante sud-est, compreso tra le porte Padova e Treviso, il cerchio finalmente si chiude. Sono stati anni intensi e l’ultimo intervento è sicuramente il più difficile. Il recupero del sistema fortificato è in corso dal 1995 ed è stato suddiviso in 4 fasi operative, corrispondenti ai 4 quadranti. È in corso la pratica perché le mura diventino patrimonio dell’Unesco».
Il progetto tende a recuperare la funzione urbana, oltre che difensiva, delle mura. «Sono stati realizzati più punti di risalita a quota del camminamento – spiega Patrizia Valle, progettista e direttore dei lavori – a circa 14 metri di altezza. In continuità con l’intervento di restauro eseguito nei quadranti sud ovest, nord ovest e nord est, è confermata l’integrazione muraria del camminaento di ronda, con la protezione del percorso attraverso la predisposizione di un parapetto metallico in acciaio corten. Nel quadrante sud est esiste il problema di dare continuità al percorso a livello del cammino di ronda anche nel tratto crollato. Qui la discontinuità muraria è molto accentuata, ma diversa rispetto al quadrante nord ovest, dove l’assenza dell’intera cortina muraria ha portato all’idea di costruire una scala in legno e acciaio. In questo caso, invece, il limite murario esiste ancora, anche se il dislivello tra quota del cammino di ronda e i ruderi del paramento originale è di 7 metri. La procedura concordata con la Soprintendenza prevede la sopraelevazione della cortina muraria in laterizio, con mattoni nuovi a pasta molle, con le stesse caratteristiche cromatiche dell’esistente, all’interno del quale è previsto l’inserimento di passerella e scala in acciaio».
“Abbiamo voluto contribuire – afferma Ennio Doris, fondatore della banca – all’esigenza sempre più forte di garantire un futuro ai nostri borghi, non solo perché rappresentano quanto di più bello e autentico il nostro paese abbia espresso nel corso della sua storia».

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