Mattino di Padova | febbraio 2013

PRONTO IL “TOUR” COMPLETO

Conclusi i lavori sull’ultimo quadrante,fanno ancora discutere gli interventi sulle brecce di riva Pasubio e Ospedale

Si potrà camminare sulla storia, completamente: il camminamento di ronda permetterà, a marzo, di godersi dall’alto il centro a 360 gradi; non ci saranno blocchi: da Porta Bassano a Porta Treviso, passando per Porta Vicenza e Porta Padova: un unico percorso.
L’investimento. Milioni di euro, un lavoro lungo lustri, l’intervento di fondi pubblici e privati. Alla fine, con gli ultimi lavori che hanno permesso di sistemare le brecce su riva Pasubio e dell’Ospedale, attraverso una passerella e una “muraglia” che fanno discutere, si è arrivati a completare il giro.
Il recupero. È iniziato nel ’95 ed è stato suddiviso in 4 fasi, corrispondenti ai 4 quadranti. Il progetto puntava a recuperare la funzione urbana delle mura: sono stati realizzati più punti di risalita sul camminamento, a 14 metri d’altezza.
L’ultima tappa. È stata la più impegnativa: s’è focalizzata sul quadrante sud-est: in continuità con l’intervento di restauro generale, è stata confermata l’integrazione muraria del camminamento di ronda, con la protezione del percorso con un parapetto in acciaio.
Il quadrante sud-est. Qui s’è posto il problema di dare continuità al percorso, a livello del cammino di ronda, anche nel tratto crollato. Come ha spiegato la direttrice dei lavori, Patrizia Valle, «la discontinuità muraria era molto accentuata, ma diversa rispetto al quadrante nord-ovest, dove l’assenza dell’intera cortina muraria ha portato all’idea di costruire una scala in legno e acciaio. In questo caso, il limite murario esisteva ancora, anche se il dislivello tra quota del cammino di ronda e i ruderi del paramento originale è di 7 metri».
La svolta. La procedura è stata concordata con la Soprintendenza; prevista «la sopraelevazione della cortina muraria in laterizio, con mattoni nuovi a pasta molle, con le stesse caratteristiche cromatiche dell’esistente, all’interno del quale è previsto l’inserimento di passerella e scala in acciaio».
Il sogno del sindaco. Giuseppe Pan è convinto che «l’opera di restauro consentirà alle nostre mura di aspirare all’ambito titolo di patrimonio dell’umanità dell’Unesco, annoverate tra le fortezze venete di pianura».
Gli sponsor. Il quadrante sud- est si è chiuso grazie ad alcuni contributi: da Arcus, la società costituita dal ministero per i Beni e le Attività culturali, sono arrivati un milione e mezzo di euro, utilizzati anche per il restyling dei pontili; un milione e 480 mila dall’8 per mille sull’Irpef e 266 mila euro dal ministero dell’Economia.
Progetti per il futuro. «Stiamo valutando la possibilità di attrezzare la Casa del Capitano e i Torrioni con armature, spade e statue di gesso per ricostruire gli scenari medievali» annuncia Pan. «Riusciremo a ricreare delle situazioni e delle ambientazioni storiche che i ragazzi delle scuole potranno percorrere e rivivere, in una sorta di percorso didattico».

I CONTARI

· Stefano Svegliado (presidente di Etra)

“Le mura sono state ricostruite, questo è positivo, ma non sono d’accordo sulle modalità d’intervento: la breccia su Riva dell’Ospedale grida vendetta.
Sia su riva Pasubio che su Riva dell’Ospedale si sono fatti due scempi: entrambi i lavori sono pesantissimi, non seguono per nulla la linea snella delle nostre mura. Si doveva intervenire con maggiore attenzione al recupero dei merli, la storia viene ripercorsa anche attraverso la breccia. La Sovrintendenza, nel caso di Cittadella, dimostra del tutto la sua inutilità: su questi interventi macroscopici permette di tutto e di più, mentre su cose di poco conto è fin troppo tassativa.”

· Lucio Facco (ex sindaco di Cittadella)

“L’intervento sulla Riva dell’Ospedale lo trovo un po’ forte, tanto valeva ricostruire la breccia com’era, o al più si doveva riprendere con il “sali e scendi” utilizzato su Riva Pasubio. Negli anni ’90 ho dovuto più volte scontrarmi con le Sovrintendenze sulle modalità degli interventi di recupero delle nostre mura. E poi c’era il problema dei finanziamenti persi dalle passate amministrazioni, recuperarti grazie al lavoro svolto dalla squadra che guidavo.
Il cerchio fortunatamente ora si è chiuso, ma in riva dell’Ospedale avrei preferito una soluzione aerea, non così piatta e liscia: i quadranti restaurati avrebbero dovuto mantenere una sorta di continuità, operando le stesse scelte.”

· Fulvio Miotti (ingegnere già in commissione edilizia)

“L’intervento di recupero di entrambe le brecce mi lascia molto perplesso: dal mio punto di vista non è stato mantenuto il senso di continuità con il manufatto esistente.
L’intervento doveva essere fatto in maniera più adeguata e identificabile con la cinta murata.
I lavori fatti, prima su Riva Pasubio e ora su Riva dell’Ospedale, staccano invece completamente dal contesto della cinta murata. E perché poi inserire la passerella da una parte e dall’altra intervenire tappando la breccia con una sorta di “muraglia”? Non sarebbe stato meglio usare lo stesso criterio di recupero per entrambe?”
I FAVOREVOLI

· Francesco Benazzi (direttore generale Ulls 15)

“Rispetto al restauro delle mura a Treviso, devo dire che il lavoro fatto a Cittadella è di gran lunga migliore. Non sono un critico d’arte, ma esteticamente gli interventi fatti mi piacciono, la parte nuova non è così poi diversa rispetto alla parte antica. Non sono un esperto ma paragonato al lavoro fatto a Treviso, quello di Cittadella è un capolavoro. Le mura sono il simbolo di Cittadella, a chi viene in visita al nostro ospedale doniamo una stampa di Porta Bassano, realizzata dal Pittore Marco Tagliaro. Non vedo l’ora di salire sul camminamento di ronda e percorrerlo completamente, finora non l’ho mai fatto.”

· Andrea Lago (Presidente ViviCittadella)

“Le mura sono state completamente restaurate, il camminamento di ronda sarà percorribile nella sua interezza: Cittadella è stata ricostruita. Questo è il messaggio che deve passare. Il Camminamento ha fatto lievitare in maniera esponenziale il numero di visitatori. Non c’è più solo Abano come meta turistica, ora c’è anche la nostra cittadina. Lo stile, naturalmente è soggettivo, ma l’importante è che i lavori siano stati fatti e soprattutto finanziati dagli enti superiori: trovare i soldi di questi tempi poi, non è certo cosa facile. Ora attendo solo di poter salire sulle mura e ammirare Cittadella dall’alto.”

· Massimo Pavin (Presidente di Confindustria Padova)

“I lavori di restauro delle mura hanno dato un’immagine internazionale a Cittadella: sui dettagli si può opinare, ma nel complesso l’impianto generale e il risultato finale sono molto belli. Le persone che vengono a visitare Cittadella restano tutte a bocca aperta, soprattutto per la maestà della cinta muraria. Le mura sono un bene monumentale, attirare finanziamenti per ristrutturarle non è certamente stato facile. Da un punto di vista turistico averle rimesse a nuovo diventa un importante biglietto da visita: i turisti, vista l’accoglienza alberghiera più economica, saranno ulteriormente incentivati a fare tappa a Cittadella.”

 

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