Mattino | 30/07/13

Le mura di Cittadella il restauro è ri-animazione

Un intervento al di là della conservazione: lo spiega l’architetto Valle
L’Articolo 9 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Le parole “sviluppo” e “tutela” compaiono significativamente assieme all’interno dell’Articolo 9, a significare che non vi può essere l’una senza l’altro. La sola conservazione del patrimonio artistico non è possibile se non se ne progetta anche lo sviluppo, che ne consente di ricavare le risorse per garantire gli investimenti necessari alla tutela dei beni culturali. Purtroppo nel nostro Paese il concetto di sviluppo dello straordinario patrimonio artistico e culturale di cui siamo detentori non si è mai affermato pienamente, mettendo così a rischio per mancanza di risorse la conservazione stessa di beni di valore unico e inestimabile. Un esempio positivo della possibilità di coniugare gli aspetti di tutela e sviluppo è rappresentato dall’intervento di restauro e “ri-animazione” delle Mura di Cittadella, progettato dall’architetto Patrizia Valle dello Studio di Architettura Valle di Venezia. Secondo l’architetto Valle, “Restauro” e “ri-animazione” sono elementi non separabili nel progetto. L’intervento sulle Mura di Cittadella è il risultato della composizione di questi due orientamenti complementari, volti alla conservazione ma anche allo sviluppo del bene culturale architettonico e storico. Cittadella, città murata del Veneto di nuova fondazione, sorta nel 1220 per volontà del Comune di Padova in opposizione di Castelfranco, è stata infatti in questi ultimi anni la sede di un importante modello di laboratorio per il restauro, la conservazione e la “ri-animazione” di un centro storico. Il sistema originario delle mura di Cittadella era costituito da trentadue cortine murarie, dodici torri, sedici torresini e dai torioni, posti in corrispondenza delle porte collocati sui due assi principali che determinano la divisione delle mura in quattro parti. “Quando sono iniziati i lavori nel 1995-come ricorda Patrizia Valle-le mura presentavano solo trentuno cortine murarie, di cui due prive della sommità e una torre e un torresino erano quasi scomparsi. In numerosi altri punti erano evidenti segni di cedimenti, con inquietanti fuori piombo. Il cammino di ronda presentava numerosi crolli, e le sue tracce erano ormai solo percepibili”. I lavori sono proseguiti quasi ininterrottamente fino al 2013 e terminati con il recupero del quadrante sud est delle mura e il completamento del restauro dell’intero perimetro della cinta muraria. La reintegrazione del camminamento di ronda, per una lunghezza complessiva di 1.460 metri, consente oggi ai visitatori di godere una straordinaria vista dall’alto del centro storico. Il percorso permette di percepire in maniera ineguagliabile il disegno architettonico e urbanistico di Cittadella, che rappresentava la vera identità della cinta murata. Come sottolinea la progettista “l’intervento sul cammino di ronda, che dispone anche di una suggestiva illuminazione notturna a LED, restituisce alla cinta muraria il proprio significato autentico. La percorribilità del cammino rende fruibile un monumento fino a pochi anni fa irraggiungibile e relegato alla funzione anonima ed impropria di “spartitraffico” nel caos della città contemporanea”. Lo stesso cammino costituisce inoltre uno strumento indispensabile per la cura, la manutenzione e il monitoraggio della cinta muraria. I punti deboli dell’antica fortezza, le vecchie ferite aperte dagli eventi storici diventano così punti di forza della città contemporanea, che ritrova nuova vitalità e energia attraverso la messa in funzione delle sue mura, nella composizione tra antico e moderno. Patrizia Valle sintetizza così il senso di questo progetto di recupero e ri-vitalizzazione: “Il restauro è un intervento che si iscrive nella storia dell’opera, nel suo divenire. La città murata restaurata ritrova la sua forza e la “sacralità” delle sue mura ed è oggi, come un Palazzo dei Giganti, pronta alle sfide del contemporaneo”.

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