Gazzettino | 17/09/2013

LE 101 COSE DA FARE NELLA CITTà MURATA

Su face book un “profilo” dà consigli: valanga di “mi piace”

Salire di nascosto sul camminamento sulle mura, mangiare la Polentina di Cittadella, andare allo stadio a vedere il “Citta”, vivere da sempre a Cittadella e non saper distinguere le varie porte, ed ancora, attraversare d’inverno una riva del fossato ghiacciata.
Queste alcune delle “cose da fare a Cittadella”, almeno stando al profilo Facebook ideato giovedì scorso ed intitolato: “101 cose da fare a Cittadella almeno una volta nella vita”.
Titolo che prende in prestito quello della collana di libri turistici che consigliano le 101 cose da vedere e fare nelle grandi capitali, fortunata serie che si riflette anche per il profilo che in meno di 24 ore dalla messa in rete ha registrato già mille “mi piace”, un vero e proprio record. Al momento in cui si scrive sono giunti a quota 1.757. Un’idea che tra il serio ed il faceto evidenzia caratteristiche e particolarità della vita nella città murata. Per ora sono state suggerite dagli amministratori del profilo e dai fan, 20 cose da fare, si dovrà arrivare ad almeno 101.
I suggerimenti dei navigatori non si fanno attendere. Sotto un certo aspetto il profilo permette di esprimere dei veri e propri desideri, ma è anche un po’ un amarcord come l’indicazione inserita al dodicesimo posto: “Rimpiangere l’età dei Lego e della Barbie, passando di fronte alle vetrine di Bareggi”, lo storico negozio di giocattoli in centro. Tra i primi suggerimenti espressi non potevano mancare quelli del settore culinario, tant’è che il primo inserito dai creatori del profilo è di “vivere aspettando il Torbolino tour alla Fiera franca”.
“Continuate a scriverci le vostre proposte sulla bacheca della pagina e a condividere le vostre chicche, i segreti e le cose da fare secondo voi a Cittadella su Instagram, usando nelle foto l’hashtag #101citta”, è l’invito degli amministratori. Adesso non rimane che attendere e chissà che i numerosi suggerimenti giunti a 101, non possano trasformarsi in volume turistico alternativo sulla città d’arte.

 

I commenti sono chiusi.