Procittadella | aprile 2017

L’alba dell’equinozio di primavera dalla Torre di Malta

Da qui sopra l’immenso è più bello!
Ho partecipato all’alba dell’equinozio di primavera, lunedì 20 marzo scorso. E poi ci ho scritto pure una poesia di getto.
Mi ero messa la sveglia alle 5:15 per essere puntuale, prima delle 6, sulla sommità della Torre di malta, il Belvedere, che si chiama così proprio perché offre una vista incomparabile del panorama circostante, come del resto tutto il camminamento di ronda della cinta muraria.
Non eravamo in tanti lassù – una dozzina di persone al massimo, credo – ma tutti interessati a vedere e salutare, in quella mattinata nebbiosa e ancora frizzantina, il sorgere del sole nel giorno dell’anno in cui, per un preciso equilibrio geoastronomico, la conta delle ore di luce è uguale a quella delle ore di buio. C’erano persone munite di macchinetta fotografica professionale e cavalletto, per immortalare questo momento unico. C’erano coppie abbracciate per godere insieme un momento romantico, ripetibile solo fra un anno. C’erano ragazzi che fotografavano col telefonino, amiche che sorridevano in un autoscatto con dietro stagliato il bellissimo insieme di tetti, case, luci accese, colori che si stemperavano. Poi, ad un tratto, tutti con gli occhi rivolti a Est: eccolo, il sole, salire piano da dietro le nubi e rivelarsi maestoso: una palla perfettamente tonda che si va formando istante dopo istante, fino a diventare una sfera gigante e arancione in cielo, infuocata come il tepore che porterà a quella mattina di mercato settimanale. Decisamente una bellissima esperienza, da ripetere, che consiglio a tutti. È una encomiabile iniziativa, questa dello Iat, di consentire ai visitatori l’accesso straordinario al maestoso monumento delle mura: di sera per ammirare il tramonto, al mattino per gustarsi l’alba. E va da sé che l’alba speciale del primo giorno di primavera del 2017 rimarrà memorabile. Per me, almeno, e per tutti coloro che hanno preso parte a questo meraviglioso evento della natura, sarà così.
PUNTO GAMMA (*)
È arrivata precisa, puntuale ma pallida, che non l’hai riconosciuta subito – se non fosse per gli orecchini a fiori di pesco e il colorito roseo – indossando uno strascico lasciatole e lanciatole dall’inverno, ricamato a punto gamma.
“Mettiti quel velo di nebbia, copriti e non tornare col buio” si è raccomandato. E lei, a quel punto, ha negoziato pari ore di luce.
(*) Si chiama equinozio di primavera o Punto Gamma o nodo ascendente o Punto d’Ariete, il punto di intersezione tra eclittica ed equatore celeste in cui il Sole passa dall’emisfero australe a quello boreale.
Germana Cabrelle

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