Gazzettino | 06/09/2018

Cimitero austro-ungarico, memorie della grande guerra

La maggior parte dei residenti non è certo a conoscenza che a Cittadella, zona di seconda linea durante la Prima Guerra Mondiale della quale sono in corso le commemorazioni del centenario, c’è un esposizione permanente che ripercorre in modo sintetico, ma non per questo meno efficace, le fasi del conflitto. Accanto a poster, documenti, riproduzioni di attie e cartoline, anche residuati bellici originali. Da elmetti ad ogive di bombe e granate, gavette, ampolle, pezzi di fucile. Visitando l’esposizione si ha quindi la possibilità di conoscere che cos’è stato il terribile conflitto, poi ognuno può, se lo ritiene opportuno, andare ad approfondirne gli aspetti.  La mostra permanente si trova all’interno del cimitero militare austro- ungarico, posizionato vicino a quello del capoluogo. Si tratta del più grande cimitero militare in Italia, nel quale sono sepolti soldati non italiani, combattenti durante la Prima Guerra Mondiale. La gestione è affidata  alla direzione Sacrario Militare di Cima Grappa diretta dal tenente colonnello Riccardo La Bella, del Commissariato generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa. A Cittadella riposano 21.478  soldati, 10 mila dei quali ignoti, per la maggior parte ci sono ungheresi e poi numerosi soldati dell’attuale Repubblica Ceca, soprattutto Legionari, coloro che combatterono a fianco dei soldati italiani anzichè sotto l’impero austroungarico, per fare in modo che la ex Cecoslovacchia potesse essere libera. Questi soldati non sono dimenticati.

DIPLOMATICI

Recente la visita di diplomatici della Repubblica Ceca in Italia, tant’è che all’ingresso una lapide del 2016 ricorda i ‘Soldati Cecoslovacchi morti per la nostra libertà comune durante la Prima Guerra Mondiale’. Tornando all’esposizione, è stata creata tre anni fa ed è curata dall’assistente al servizio di vigilanza Mauro Decorlati che spiega: 《Questa esposizione fa cogliere meglio cos’è stata la guerra . Cittadella era la seconda linea con sette ospedali da campo.  C’erano sepolti molti soldati italiani, parte dei quali sono tornati ai paesi d’origine, il resto è stato traslato nel Tempio della Pace di Padova. Qui sono giunti poi i resti dei soldati austroungarici anche da altri cimiteri》.  Nonostante sia passato un secolo, il tempo non cancella la volontà di ritrovare un proprio familiare conferma Decorlati. 《Grazie ad internet può essere tutto un pò più semplice. Non molto tempo fa degli austriaci hanno trovato qui il loro nonno come pure dei cechi. La piccola esposizione- continua il responsabile- evidenzia anche il lato umano dei militari austroungarici. 》 Lo spazio è disponibile, sempre gratuitamente, per visite anche delle scuole, con la guida competente del personale in servizio.

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