Mattino | 26/11/2013

CHIEDIAMO AIUTO AI VENETI NEL MONDO

L’imprenditoria dell’Alta cerca contatti commerciali con “fratelli” che vivono in Paesi dove l’economia galoppa

Silvia Bergamin

Crisi e globalizzazione? “Puntiamo sui veneti nel mondo, adesso tocca a noi chiedere a loro di aiutarci”. E questo il cuore delle conclusioni della due giorni cittadellese della Consulta dei Veneti nel mondo. La tavola rotonda “L’imprenditoria estera apre le porte all’imprenditoria veneta: scenari di possibili collaborazioni future” ha visto la partecipazione degli esponenti delle categorie economiche locali; con l’occasione è stato promosso il portale globalven.org. “Sul sito”, spiega Riccardo Giacomin, che per l’associazione Veneti nel mondo si occupa dell’area giovani, “si possono trovare le schede degli imprenditori e delle loro aziende. Attualmente c’è la presenza per il 70% di veneti all’estero, mentre quella italiana è al 30%; è stato pensato per creare link tra varie esperienze e intuizioni, vogliamo aprire possibilità e mercati. Ci siamo scambiati tanti biglietti da visita, oltreoceano c’è voglia di collaborare”. Molto positivo il giudizio di Piero Beghetto, rappresentante di Confindustria Cittadella: “L’impostazione è stata quella giusta. Un tempo noi veneti guardavamo gli emigrati dall’alto in basso, perché vivevamo nella prosperità, ora invece sono loro che ci dicono “siamo qui per aiutarvi”, per dare nuove prospettive”. L’Italia è ferma, ma il mondo cresce; Beghetto fa notare che “alcuni Paesi del Sudamerica, a partire dal Brasile, chiuderanno con un +6% di Pil, mentre noi viaggiamo – se ci va bene – a cavallo dello 0%. Dobbiamo metterci nell’ottica di creare un network dal profilo più economico e commerciale per comunicare al meglio. Finora è mancato questo tipo di approccio”. Secondo l’imprenditore si devono fare i conti con una rivoluzione culturale: “All’estero i veneti si chiamano tra loro “fratelli”, tra di noi questa solidarietà manca. Storicamente, nel dna degli imprenditori c’è la tendenza a fare da sé e non a lavorare insieme”.

 

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