Mattino | 27/01/2018

Al Bano a Cittadella per presentare il suo libro

Al Bano, aria di felicità all’ombra delle mura. Il cantante pugliese è stato accolto in Villa Rina dai Lions e ha annunciato il suo ritiro: “Ma non è detto che sia per sempre”. La prima volta a Cittadella fu nel ’64, a casa di Franco Conz, poi un viaggio di piacere. “Salirò sul camminamento di ronda”. Periodo di pausa: “Ho bisogno di un po’ di riposo: le uniche ferie che ricordo sono stati i 30 giorni che ho trascorso all’Isola dei famosi, è stata la mia più bella vacanza, me l’hanno pure pagata e bene”. Intanto è uscito il suo libro “Madre mia, l’origine del mio mondo”, firmato con Roberto Allegri, edito da Baldini & Castoldi-La nave di Teseo, dove ricostruisce la figura della madre, Jolanda, che a 95 anni rimane per lui un punto di riferimento. E dalla quale ha ereditato la voce. Perché si ritira Al Bano? “È giunta l’ora. Ma tra campagna, vini, olio, famiglia, avrò da fare: ho dedicato tanti anni all’artista Al Bano, mi dedicherò all’uomo. Canterò sotto la doccia, la passione non si spegnerà, mi metterò in camera con la chitarra: è giusto che prenda questa pausa di riflessione. Ho avuto un infarto, un cancro, l’ischemia”. Che dice la sua mamma del ritiro? “Chiede: ti ritiri perché non stai bene? E io la rassicuro, farò in modo che mi veda sempre: quando sto a casa impazzisce di gioia, quando parto ha sempre un po’ il muso”. E di Claudio Baglioni a Sanremo cosa pensa? “Una bella scelta. Ha un’ottima dialettica, è uno che sta a cavallo di due esistenze musicali”. Se si guarda indietro? “Ho avuto tutto, nel bene e nel male. Gli dei si sono scatenati contro di me. Un conto da pagare per la bellezza che vivevo, per poi cominciare tutto da capo”. Ma ha sempre saputo trovare la chiave per un po’ di felicità, come gli riconosce il sindaco Luca Pierobon:  “La sua vocazione per la terra e il lavoro nei campi lo unisce alle radici contadine del Veneto”.

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